“TikTok”. “Chi bussa?”. “…il disturbo del comportamento alimentare”, ovvero quando si aggira la netiquette per favorire condotte pericolose dal punto di vista alimentare.

Perdonate il lungo titolo, ma stiamo parlando di un fenomeno in crescita: i tiktokers che si fanno veicolatori di condotte che indugiano e spingono ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Il giornale britannico “The Guardian” è molto sensibile al tema dei DCA: sovente pubblica articoli e ricerche interessanti sui temi legati ai disturbi dell’alimentazione. La settimana scorsa ha reso noto i risultati di un’indagine condotta sul più social media che ha avuto una crescita fenomenale e frequentato da persone nell’età dello sviluppo: TikTok.

Sì, sicuramente noi pensiamo di essere up-to-date (aggiornatissimi) perché frequentiamo i soliti social networks: persino il nostro Centro ha accounts di FB e di IG. Tuttavia la nuova comunicazione virtuale passa per questo discussissimo social network che prende nome di “TikTok”; siamo ormai diventati esperti anche di questo e chi non lo è può cercare nei dispositivi multimediali dei propri ragazzi. Si postano brevi e divertentissimi video che si condividono e diventano “virali” (aggettivo che ci fa tremare in questi giorni). Come gli influencer di Instagram, ci sono popolarissimi personaggi che hanno accounts con numerosi fruitori di queste clip e sono chiamati “Tiktokers”… ma chevvelodicoaffà? Già, siete navigati. Ebbene, questa applicazione ha quaranta milioni di utenti, molti dei quali teen-agers.

Si legga correttamente: non vogliamo demonizzare questa applicazione, ma vogliamo alzare le antenne e – con noi – farle alzare anche a genitori, docenti, educatori, formatori dei nostri ragazzi. Il medium non è in discussione, ma i suoi fruitori ed alcuni contenuti che i tiktokers pubblicano.

Veniamo dunque all’articolo di “The Guardian” del 7 dicembre. I giornalisti hanno riscontrato che tra le ricerche che si possono fare per quest’applicazione esiste ancora la possibilità di trovare «video che promuovono la fame e l’anoressia […]; nei risultati di ricerca [sono] ancora disponibili account per la perdita di peso potenzialmente dannosi», ci dice la giornalista Sarah Marsh, attenta osservatrice della società. Ovviamente si tratta di un’indagine legata al Regno Unito.

La Marsh scrive che Ysabel Gerrard, esperta e docente universitaria di media digitali e società dichiara che in Gran Bretagna “Ci vogliono poco più di 30 secondi per trovare un account pro-disturbo alimentare su TikTok e, una volta che un utente sta seguendo le persone giuste, il loro For You la pagina verrà rapidamente inondata di contenuti di utenti simili. Questo perché TikTok è essenzialmente progettato per mostrarti ciò che pensa tu voglia vedere”. Sebbene il gestore di TikTok abbia adottato misure accurate per affrontare il problema vietando gli annunci  che invitano al digiuno e alla perdita di peso, ci sono altri hasthtags che continuano a postare segnali e gli utenti trovano contenuti legati a condotte inadeguate dal punto di vista alimentare, attraverso modifiche dell’ortografia di questi “#” (appunto hashtag).

Un portavoce di TikTok ha dichiarato: “Non appena questo problema è stato portato alla nostra attenzione, abbiamo preso provvedimenti per vietare gli account e rimuovere i contenuti che violavano tali linee guida, oltre a vietare particolari termini di ricerca. Man mano che i contenuti cambiano, continuiamo a lavorare”.

Com’è ormai tristemente noti, i contenuti “pro-ana” (a favore dell’anoressia nervosa) o “pro-mia” (inneggianti condotte di tipo bulimico) “possono essere molto attraenti per le persone affette da disturbi alimentari e hanno il potenziale per essere devastanti”, conclude Sarah Marsh.

L’indagine ci parla del Regno Unito, ma occorre vigilare. Risultano, infatti, importanti l’attenzione, l’affiancamento, la presenza, la comunicazione e parlare apertamente con le ragazze ed i ragazzi che praticano (vorremmo dire “vivono”) sui social networks. L’atteggiamento bigotto e proibizionista sui nuovi media esita in risultati inutili. Ricordiamo che in questi periodi di distanza tra coetanei, la tecnologia è stata un supporto importante alla tenuta dei legami tra preadolescenti, adolescenti e giovani e persino adulti.

Sapere è importante per essere consapevoli.

Vi abbiamo buttato lì alcune provocazioni. Se volete leggere, l’articolo andate al link. Ringraziamo “The Guardian” e soprattutto Sarah Marsh per l’importante contributo.

https://www.theguardian.com/technology/2020/dec/07/tiktok-investigating-videos-promoting-starvation-and-anorexia

 

2020-12-23T14:13:25+00:00

Lascia un commento