Sognare e sognarsi in una passione, tenacemente

Open, giornale online fondato da Enrico Mentana, propone questo articolo.

Si parla di un artista che si è stabilito a Napoli e alla città ha regalato una delle sue opere più intense: #lookdown.

Si tratta di Jago – pseudonimo dello scultore Jacopo Cardillo.

Ci piace il contenuto del video connesso alle parole scritte, non per le sculture – pregevoli, intense, toccanti (ma non sta a noi dirlo, dato che non siamo critici d’arte…per carità! ce ne sono già in giro sul web tuttologi che si permettono di giudicare questo e quello). Dicevamo che le creazioni di questo giovane artigiano della pietra sono estremamente interessanti, ma ci pungolano i contenuti dell’intervista di Jago. Egli è una persona che ha lavorato sodo e che in modo quasi soave descrive il grande lavoro che ha dovuto fare per poter fare quello per cui “si sognava”, il suo “sogno per la vita”.

Parliamo sovente nei nostri gruppi di scoprire e riscoprire le proprie risorse – o come direbbero gli amici Marsha Linehan e Charlie Swenson – le nostre “skills”. Invitiamo l’uditorio a cercare, a non banalizzare le attese che ognuno ha di sé, a non darsi per scontati, nella realtà delle cose, ma aiutandosi a cercare nel profondo la propria inclinazione.

Ebbene, l’intervista di Jago ci spinge a riproporre quello che ci diciamo continuamente. Uomo che sta nella realtà con i piedi nelle Converse (bucate) ben piantati in terra: «…io guardo in basso, guardo i miei piedi che sono quelli che continuano ad accompagnarmi, ad abitare un luogo – che è una scarpa bucata, che nonostante tutto, nonostante la poca dignità del momento, continua a supportarmi… quindi chiaramente io partecipo alla sofferenza, alla difficoltà, ma ne vedo anche il grande beneficio»«»

«…fin da piccolo e ancora oggi guardo ai grandi maestri della tradizione e dico: “È possibile” […] noi viviamo in un mondo dove ci dicono che è impossibile, non si può aggiungere nulla… il miglior investimento che un giovane può fare è culturale che non significa pagare una tassa scolastica e andare in una scuola: è culturale in generale. Credici! Fai!».

«Non ci ha creduto nessuno in me: persone che mi hanno amato e proprio perché mi amavano mi hanno sempre consigliato di non fare quello che poi ho fatto con risultati. Ma io le prime sculture le ho fatte a costo zero, […] prendendo i sassi in un fiume, facendo il modello di nudo per dei corsi di scultura in Toscana, […] e avevo gli strumenti perché non potevo comprarli…».

Il sogno e il sognarsi dentro un progetto, contro ogni dissuasione, contro ogni parere, ma consapevoli del proprio dono, delle proprie capacità, delle skills di swensoniana memoria.

Grazie a Silvia per la segnalazione di questo articolo.

https://www.open.online/2020/12/25/natale-jago-bambino-appena-nato-michelangelo/

2020-12-28T11:06:24+00:00

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