«Mi piacerebbe che le persone capissero che l’anoressia è un disturbo che non ha nulla a che vedere con la vanità»

 

«Se ne parlano, perché ne parlano
Se non ne parlano, perché non ne parlano» (cit.)

…insomma i mass media stanno di nuovo parlando di disturbi dell’alimentazione, e su questo ci siamo un poco scandalizzati: perché fare un film? perché creare una fiction su una durissima realtà?

Anche noi abbiamo provocato.

«…non tutti si possono permettere di aprire bocca su questo tema…», ci ha detto qualcuno. Altri hanno anche sostenuto che si potevano utilizzare tecniche avanzate di animatronics per evitare di portare l’attrice a livelli di grave sottopeso. In generale c’è stata curiosità, tra le persone che hanno accolto il nostro invito a riflettere su questo tema e su questa produzione di Netflix. Vogliamo ringraziare ancora le nostre tre amiche che ci hanno offerto una riflessione articolata sul tema.

Ora troviamo un’intervista della protagonista. Lily Collins parla del suo passato di malattia e si rivolge ai potenziali spettatori della finzione cinematografica, a noi. (Lo sappiamo guardando l’edizione online di Vanity Fair Italia).

«Mi piace raccontare storie in cui riesco a riconoscermi. Il ruolo di Ellen è stato terapeutico. Oggi posso dire di aver definitivamente smesso di credere nella perfezione. È stato un onore prendere parte ad un progetto di questo tipo e arrivare dritta al cuore di tanti ragazzi che lottano quotidianamente contro l’anoressia come è capitato a me […] Da attrice posso [dire] che è stata un’esperienza gratificante. Credo che il cinema e la tv possano avere anche un potere curativo ma che sia giusto per chi sta attraversando una fase così complessa e delicata della propria vita, come la battaglia con la bulimia o l’anoressia, consultare uno psicologo prima di scegliere di guardare il nostro film».

https://www.vanityfair.it/show/cinema/2017/07/17/lily-collins-attrice-anoressia-fino-allosso-to-the-bone

Vi è mai capitato di avere richieste di “testimonianza” sull’esperienza di malattia e di cura? Come viene accolta? E’ giusto “mettere in piazza” il proprio privato, la propria sofferenza, le proprie conquiste?

2017-07-29T16:50:39+00:00

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