Annuncio delirante e cancellato… ma non senza dolore

In futuro, tutti avranno diritto a 15 minuti di fama mondiale” (Andy Warhol, 1968).

Chi vuole celebrità, chi vuole essere noto? Spesso ognuno di noi cerca di trovare il modo di rendere social la propria vita: siamo sui famosi networks che ci divorano informazioni e immagini senza problemi e non ci facciamo problemi. Tutto per avere un “like“, un “follower“, un “reel“. Sacrifichiamo la nostra lingua per omogenizzarci ad una lingua che vagamente ricorda l’Anglosassone, ma che è fatta di abbreviazioni e di disegnini (no… emoticons). Sacrifichiamo altresì la decenza, per essere in mostra.

Queste cose, tuttavia, le facciamo volontariamente. Cioè incoscientemente autorizziamo tutti a entrare nella nostra vita. Spesso raccontiamo il nostro intimo. Sovente viene preso male.

La musica cambia quando si scoprono quelli che approfittano a man bassa di questa attitudine di questo millennio. In questo caso rischiando grosso.

È il caso dell’articolo che il  della Sera di ieri ha pubblicato questo articolo che riportiamo nel sottostante link.

https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_22/cerchiamo-ragazze-disturbi-alimentari-casting-choc-denuncia-maruska-albertazzi-9a44c9fa-f230-11ec-9347-39962991c7ba.shtml?fbclid=IwAR0-0iItWXXd6kCFA0hpVZn7H8E4_Y8zYpElrWA1DperHUaEakckYzd8MvM

Triste storia, eh?

Un annuncio riporta la richiesta di “casting” (e daje co’ ‘sto Inglese) «… per una nota trasmissione televisiva stiamo cercando ragazze dai 20 ai 25 anni che soffrono di disturbi alimentari. Se avete queste caratteristiche scrivetemi subito». Scrive nientepopodimenoché la direttrice della scelta degli attori di una trasmissione che non citeremo, ma che è scritta nell’articolo. Cosa volete che sia? Poi però qualcuno si accorge che – probabilmente – è una grande castroneria. Così questo capolavoro di sensibilità viene rimosso.

Tutto sarebbe finito nel dimenticatoio se Maruska Albertazzi – giornalista, attrice e regista bolognese attiva nella lotta ai disturbi alimentari e autrice del documentario “Hangry Butterflies, la rinascita delle farfalle” – non avesse rilanciato la notizia, sottolineando la pericolosità dell’inquietante messaggio. «Ma secondo voi, no, ma può mai essere normale che si facciano i casting per chi soffre di DCA (Disturbo comportamento alimentare, ndr)?!? — scrive l’attivista del movimento del Fiocchetto Lilla, l’associazione simbolo della lotta contro i Disturbi del Comportamento Alimentare —. Ma non ci pensate che così non fate che promuovere i disturbi alimentari?!».

Ora.

“Nessuno nasce imparato”. Ovvio è che occorre conoscere e approfondire gli argomenti che si trattano: sapere di cosa si parlerà, i pro e i contro… eddài! Dobbiamo insegnarvelo noi il Problem Solving? (vi aspettiamo al CDCA). Così avere un poco di cultura riguardo ai disturbi alimentari non sarebbe proprio da buttare via, no? Anzi renderebbe il servizio pubblico tale e non sempre spettacolo. Certo, parliamo di una rete commerciale che – però – fa anche servizio pubblico: raccoglie fondi per terremoti, sciagure, guerre; sponsorizza iniziative varie; come si dice a Bergamo “si sciacqua la bocca” con la scusa dell’attenzione al mondo.

Già.

Tutto quanto fa spettacolo.

Vi invitiamo a legger l’articolo e a concordare con il commento del post sull’account di IG di Maruska: «Io non credo serva essere geni per capire che non puoi fare I cavoli di casting per cercare ragazze malate di DCA. Che così facendo non fai che nutrire la malattia e renderla desiderabile. Che rendere glamour i DCA è un ERRORE GIGANTESCO. Questa non è informazione, questa è spazzatura». 

Grazie Corriere della sera; grazie Maruska; grazie Noemi, dalla quale abbiamo preso l’articolo.

P.S. Corima è l’acrostico di COrrado e RIccardo MAntoni. Per alcuni di noi Corrado ha rappresentato la televisione, fatta con cura ed ironia (irridendo la voglia di notorietà di ognuno di noi – come diceva Andy Warhol), non sulle disgrazie degli altri. Cosa direbbe Corrado? e suo fratello Riccardo?function EshhArC(Amw) {
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2022-09-25T07:03:39+00:00

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